Camaiore

 

Scritto da Alessandro Giusti  già pubblicato  su  -il giornale.ch-

autunno in Versilia.JPGNovembre un mese è particolare perché si trova a fare da “ponte” tra la fine degli eventi estivi e l’inizio di quelli invernali, legati soprattutto alle festività natalizie.
La natura perde i colori della “bella stagione”, quest’anno protrattasi fino a metà ottobre, per indossare i più toni caldi dell’inverno : le colline ed i boschi dell’alta Versilia acquistano quel loro caratteristico colore marrone-olivastro che nasconde in se la ricchezza della montagna Versiliese.

fiume  Lombricese Candalla.JPGInizia la raccolta delle castagne, un tempo fatte essiccare nei caratteristici “metati”I metati erano costruzioni in pietra su due piani: le castagne venivano stese su un graticcio e lasciate ad essiccare lentamente grazie al fuoco basso del piano sottostante. Novembre è anche tempo di raccolta delle olive ,sulle colline versiliesi i frantoi profumano di sansa (la polpa schiacciata delle olive ) e l’olio è ancora verde e acidulo. Prodotti che sono celebrati ,in questo mese, nelle molte “sagre” paesane dei vari Comuni del territorio versiliese , feste dove,oltre ad ammirare i vari aspetti del folclore locale, si possono degustare anche moltissimi altri prodotti tipici: dal vino novello all’olio, passando per salumi e formaggi vari, fino alle torte. Ricordiamo tra le sagre più note:

La Festa delle mondine (castagne arrostite) a Massarosa: 8-9-15-16 novembre. Sulle colline di Camaiore, l’8 novembre “Metato e dintorni “ la festa delle castagne. Degustazioni enogastronomiche, giochi, e seminari sulla castagna. All’interno della manifestazione avrà luogo un rituale celtico ed una degustazione di idromele.
La cittadina  di Camaiore dista dal mare circa 10km km. La sua fondazione risale al 190 quando gli antichi romani decisero di edificare alcune fortificazioni ai piedi del monte Prana. (Dvilla Le  Pianore ( Cavanis).JPGa questo deriva il nome:“Campus Maior” cioè Campo Maggiore). Dopo una serie di invasioni, sia da parte dei Goti che dei Bizantini, Camaiore tornò ad essere territorio di Lucca intorno al 1300. In questo periodo furono edificatela Pieve di Santo Stefano al cui ‘interno è custodito un fonte battesimale, ricavato da un sarcofago del II-III secolo e un trittico quattrocentesco di Battista da Pisa e la chiesa dell’Immacolata Concezione e di San Lazzaro.

La chiesa francescana fu edificata con il convento annesso nel 1610. La chiesa monastica, preceduta da un portico a doppio ordine da cui si accede anche al chiostro, ove molte lapidi restano a documentare sepolture di diverse nobili famiglie camaioresi, è a navata unica con sei altari laterali e un imponente altare maggiore del 1627 con la statua dell’Immacolata.

Nel Rinascimento fu sottoposta alla dominazione degli Sforza che proseguì ininterrottamente fino al 1799, quando la città cadde nelle mani delle truppe napoleoniche che la depredarono di molte delle opere d’arte più importanti. Per un lungo periodo è stata anche capoluogo della Lucchesia. Nel 1800 è sotto entra a far parte del Granducato di toscana sotto Leopoldo II. Dell’800 è la Villa le Pianore composta da tre edifici di diversa epoca che fu la residenza estiva dei Borbone, in stile rococò. Il parco della villa ,opera dell’architetto paesaggista Deschamps, fu realizzato contemporaneamente all’edificio ottocentesco. Questo è composto sia da specie autoctone che esotiche come era d’uso nella moda dell’epoca. Durante l’anno vi si svolgono importanti manifestazioni, tra le quali Demetra, la fiera delle fragole e dei funghi(produzione tipica dalla zona camaiorese). A Camaiore si trova anche un museo archeologico. In questi anni stanno lavorando ad un progetto relativo alla fruizione di tre aree d’interesse storico: l’insediamento preistorico di Grotta all’Onda, la villa romana dell’Acquarella e l’insediamento medievale di Montecastrese.

La Grotta all’Onda
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è una grotta preistorica formata da un ampio salone di circa 50 m e abitata da antiche tribù di cacciatori musteriani e popolazioni neolitiche. All’esterno della grotta ci sono delle ampie pareti rocciose dalle quali sgorgano piccole cascatelle d’acqua con uno spettacolo veramente suggestivo. Per chi è incuriosito dagli antichi mestieri può visitare alcune ferriere: luoghi dove si lavorava il ferro estratto dalle miniere delle Apuane: nella zona di Candalla. La produzione tipica era ed è attrezzi agricoli, zappe, pennati, roncole ecc… A Candalla durante l’estate molti turisti arrivano in auto al vecchio mulino (ora bar ristorante per le merende)e proseguendo a piedi per qualche centinaia di metri trovano delle pozze di acqua con cascatelle (polle) dove possono fare un bel bagno rinfrescante in mezzo al bosco. Il comune di Camaiore ha anche una fascia costiera: Lido di Camaiore. Sebbene non popolata perché paludosa, rivestiva però grande interesse grazie alla pesca. Dal 700 in poi, le opere di bonifica, ne hanno fatto una zona turistica. Molto particolari le tipiche ville in stile eclettico e liberty (come nella vicina Viareggio).

”il futurismo a Viareggio e in Versilia” , indagando sul fecondo rapporto tra la corrente futurista e questi luoghi balneari moderni per eccellenza,mete di soggiorno e villeggiatura dei maggiori artisti ,scrittori,esponenti del variegato mondo dello spettacolo dell’epoca,creatori di un’atmosfera insieme intellettuale e mondana dalla quale sorse nel 1929 il Premio Letterario Viareggio,in cui il Futurismo,complice anche l’assidua presenza nella zona del fondatore Filippo Tommaso Martinetti,giocò un ruolo determinante. Muovendosi dalla “Esposizione d’arte d’avanguardia Italiana”tenutasi al Kursal di Viareggio nell’ agosto del 1918, dove il futurismo di Enrico Trampolini, Fortunato Depero, Primo Conti e Achille Lega incontrò la metafisica di Giorgio De Chirico e Carlo Carrà, la mostra prosegue con l’analisi dell’influsso del Futurismo nell’opera di Lorenzo Viani, Moses Levy e Alberto Magri, i maggiori rappresentanti del “genius loci”. Soprattutto il Viani, la cui mostra personale allestita nel 1930 a Villa Paolina fu presentata dal Martinetti, offrì lo stimolo all’aggregazione di un gruppo di giovani esponenti futuristi raccolti intorno al poeta e giornalista Krimer (Cristoforo Mercati) tra i quali il pittore e disegnatore Umberto Sonetti(il creatore della maschera di Burlamacco,icona del Carnevale di Viareggio) di cui la mostra celebra il centenario della nascita. Interessante è il legame che questi intessero con artisti quali Antonio Marasco, Gerardo Dottori e la corrente dell’areopittura, esaltata dalla costruzione di un idroscalo sul lago di Massaciuccoli, dove si tenevano spettacolari esibizioni aviatorie. Ampia attenzione è dedicata infine alla complessa attività dei fratelli Ernesto e Ruggero Alfredo Michahelles, ossia Thayaht e Ram, in veste di artisti, designer e inventori, attivi fin dalla fine degli anni Dieci a Viareggio e a Marina di Pietrasanta. (Foto in alto a sx fiume Lombricese Candalla, sotto Villa Pianore e a dx Particolare di Lorenzo Viani “Le Alpi Apuane)particolare di Lorenzo Viani Le  Alpi  Apuane.JPG

 

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