Torre del Lago Puccini

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Scritto da Alessandro Giusti   pubblicato  in  ilgiornale.ch
Giovedì 11 Marzo 2010 00:00

Active ImageTorre del Lago si trova tra il Parco Naturale di San Rossore e il Lago di Massaciuccoli; ed é proprio da una torre che sorgeva sulle rive del lago nel XV°-XVI° secolo (Torre Guinigi e poi Torre del Turco) che essa trae il suo nome. Nel 1981 Giacomo Puccini, dopo un soggiorno estivo presso tali Andreozzi, prende in affitto due camere da Benanzio barsuglia, “una guardia di Don Carlos” di Borbone, secondo quanto riferisce Puccini stesso. Si trattava di un’umile casa-torre sul lago di Massaciuccoli; tre semplici ambienti al piano superiore con cucina ad uso comune e una stalla al piano terra.

 Torre del Lago rappresenta da allora il luogo d’elezione in cui rifugiarsi. Intorno al lago e con Torre del lago il maestro instaura un rapporto dialettico con “un piccolo mondo”fatto di cose semplici,l’amore per la caccia, le baldorie con gli amici artisti: Ferruccio Pagni, Plinio Nomellini, Francesco Fanelli, i Tommasi. Il cenacolo d’arte e di baldorie, chiamato poi Club della Bohème, trova nello scenario lacustre l’ambiente ideale, fonte d’ispirazione delle diverse personalità artistiche.

Active ImageDopo il successo di Manon Lescaut, Puccini si trasferisce nella vicina residenza del conte Grottanelli, dove rimane fino alla realizzazione della sua villa sul lago, terminata nella primavera del 1900. In una lettera di quello stesso anno all’amico Alfredo Caselli Puccini descriva così Torre del Lago: « Gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, «turris eburnea», «vas spirituale», reggia… abitanti 120, 12 case. Paese tranquillo, con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cignali, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere. Padule immenso. Tramonti lussuriosi e straordinari. Aria maccheronica d’estate, splendida di primavera e di autunno. Vento dominante, di estate il maestrale, d’inverno il grecale o il libeccio. Oltre i 120 abitanti sopradetti, i canali navigabili e le troglodite capanne di falasco, ci sono diverse folaghe, fischioni, tuffetti e mestoloni, certo più intelligenti degli abitanti, perché difficili ad accostarsi. Dicono che nella Pineta “bagoli” anche un animale raro, chiamato «Antilisca» (animale di fantasia che il Puccini inventò per burlarsi dell’amico).Active Image

Il grande musicista amava così tanto questa zona da non riuscire a distaccarsene per troppo tempo, ed affermava di essere” affetto da torrelaghite acuta”. Torre del Lago è la sede del Festival Puccini ,che ospita ogni anno 40.000 spettatori nel suo teatro all’aperto, a pochi passi dalla villa mausoleo dove il Maestro visse e lavorò e dove adesso, in una piccola sala trasformata in cappella, sono custodite le sue spoglie. Il Festival nacque nel 1930 per volere dello stesso Puccini ,che in una lettera a Giovacchino Forzano nel novembre del 1924 espresse così il desiderio di far rivivere le sue creature nell’incredibile palcoscenico naturale offerto dal Lago di Massaciuccoli :

“…io vado sempre qui davanti e poi con la barca vado a cacciare i beccaccini … .

Ma una volta vorrei andare qui davanti ad ascoltare una mia opera all’aperto .. .”

Quelle parole rimasero così scolpite nel cuore di Forzano che dopo la scomparsa del Maestro decise di realizzare tale sogno. Nel 1930, insieme a Pietro Mascagni, compagno di stanza e di studi del giovane Puccini negli anni del Conservatorio, Forzano diede inizio alla realizzazione delle prime rappresentazioni dei capolavori pucciniani in riva al lago, davanti alla casa del maestro. Nell’agosto di quello stesso anno ,in un teatro provvisorio con il palcoscenico costruito su delle palafitte infisse nel lago di fronte alla villa, il “Carro di Tespi Lirico”,una compagnia d’opera itinerante, rappresentò la Bohème per la regia di Forzano con Rosetta Pampanini, Margherita Carosio, Angelo Minghetti e Luigi Montesano diretti da Pietro Mascagni.Active Image

Nel 1966 il Teatro all’Aperto venne spostato sul terreno bonificato situato a nord del porticciolo di Torre del Lago. Qui è rimasto con la struttura di una costruzione che vanta lo sfondo suggestivo del Lago di Massaciuccoli e dei paesini illuminati sulla sponda opposta. Un nuovo grande Teatro all’Aperto del Parco della Musica di Giacomo Puccini è stato inaugurato nel 2008 in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del Maestro Puccini. Il Lago di Massaciuccoli è la più vasta area umida della Toscana, ha una superficie lacustre di 700 m, una superficie di “padule”di 1300 ed ha un ricco corredo di aree coltivate in seguito a una bonifica idraulica. E’ una zona umida di importanza internazionale ed è inserito tra le” zone a protezione speciale” concernente la conservazione degli uccelli selvatici; è anche sito di importanza regionale per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna. Il Lago di Massaciuccoli rappresenta il serbatoio ricettivo del bacino idrografico circostante ed ha come unico emissario il Canale Burlamacca. I primi tentativi di bonifica del lago furono ad opera dei lucchesi verso il ‘500, ma con dubbi risultati;dal 1740 fino al periodo fascista sono proseguite le opere di bonifica che hanno condotto allo stato attuale. Il lago è un importante punto di transito e sosta per gli uccelli migratori come Il falco pescatore, il moriglione, i mignattini, il gabbianello e il mignattaio. Nei suoi canneti vi si trovano anche uccelli nidificanti come il tarabuso,gli aironi,il tarabusino, il falco di palude, il cavaliere d’Italia, il forapaglie castagnolo,il basettino e altri mentre le sue acque sono ricche di anguille,muggini,branzini,orate,carpe,tinche e lucci oltre ad anfibi quali la rana verde,la raganella,il tritone punteggiato e il tritone crestato. Sulle rive del lago molto intensa è anche l’attività turistico – sportiva grazie alle molte scuole di vela e windsurf dei vari Circoli nautici della zona e ai battelli che garantiscono tour guidati alla scoperta delle molte meraviglie nascoste del Lago di Massaciuccoli. Di grande importanza sono anche i suggestivi eventi di “birdwatching” organizzati dall’Oasi LIPU di Massaciuccoli, dove a bordo di barchini si possono osservare gli uccelli nel tempo delle migrazione con visite guidate, o ci si può avventurare in escursioni a piedi fino alle colline circostanti. La chiesa di San Giuseppe è la parrocchiale di Torre del lago; in questa zona esisteva solo un oratorio di San Giuseppe nei pressi del lago, poi nel 1776, a spese dei padri certosini di Farneta, venne costruita la nuova chiesa. Nel 1909, dopo vari restauri, venne ultimato il campanile, distrutto poi nella seconda guerra; una nuova restaurazione avvenne nel 1976. Ogni anno il penultimo week end di marzo si tiene la fiera di San Giuseppe; la via centrale di Torre del Lago, dalla chiesa fino al lago, si riempie di stand gastronomici con le tradizionali frittelle e i molti prodotti tipici. Nella giornata di domenica viene anche ospitata la sfilata di auto d’epoca accompagnata dalla banda.

EVENTI CAMAIORE:

“Triennale di Gesù Morto, 300 anni dalla prima luminara” venerdì 2 aprile. Ogni tre anni a Camaiore il venerdì santo si tiene la tradizionale processione che si snoda per le vie del centro storico. All’imbrunire si accendono migliaia di luci, si alza il canto della Mater Dolorosa e un gruppo ligneo di quattro statue viene portato in processione; in questo scenario la Città di Camaiore celebra il venerdì santo e l’intera popolazione rinnova il rito di una celebrazione religiosa, che viene svolta fin dal 500 e che negli anni si è arricchita di nuovi significati e valori. La processione, che inizia dalla chiesa della Madonna dei Dolori e prosegue per le vie del centro storico, viene aperta dal gruppo ligneo tra cui spiccano due statue di grande valore artistico:il Cristo morto, che risale alla fine del XVI sec. e la Madonna Addolorata, che viene datata al 1691; a queste si sono aggiunte nel corso dell’800 le raffigurazioni della Maria Maddalena e di San Giovanni. L’elemento più suggestivo, che rende questa processione unica in Italia, è certamente l’illuminazione del centro storico, che ancora oggi viene fatta esclusivamente con lumi ad olio preparati secondo la tradizione: per questa occasione vengono preparati migliaia di lucignoli, che nel gergo locale sono detti “cincindellori”. Alcuni giorni prima del venerdì santo alle finestre e alle porte delle abitazioni e degli edifici pubblici della città vengono posti i supporti in legno dai caratteristici disegni che andranno ad accogliere i bicchieri in vetro riempiti d’olio.

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