Viareggio

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Scritto da Alessandro Giusti   pubblicato  su  ilgiornale.ch
Giovedì 14 Gennaio 2010 00:00

torre matilde e darsena.jpgViareggio nacque nella prima metà del XVI secolo quale unica finestra sul mare per la Repubblica di Lucca. A tale periodo risale il più antico edificio cittadino, la Torre Matilde,fortificazione difensiva eretta dai lucchesi nel 1541 per contrastare la costante minaccia di incursioni dei pirati barbareschi. Nel 1818, caduto Napoleone e di conseguenza anche tutti i territori governati dalla sorella Paolina Bonaparte, il Congresso di Vienna assegnò il nuovo Ducato di Lucca a Maria Luisa di Borbone-Spagna; il nuovo governo fece costruire la darsena e nel 1820 Viareggio fu dichiarata città.

(Foto a sx Torre Matilda e la darsena).

Sotto il figlio Carlo Ludovico di Borbone Viareggio ebbe i suoi primi due stabilimenti balneari e il Casinò regio. Ceduta alla Toscana nel 1847, la città scelse l’anno dopo il suo stemma,un ancora con gomena e scudo tricolore;vanto dei viareggini fu l’avere per primi il tricolore,simbolo dell’unità d’Italia.

Il Carnevale di Viareggio nasce nel febbraio del 1873 quando, ai tavoli del caffè del casinò,tra i giovani bene della Viareggio d’ allora sbocciò l’idea di organizzare una domenica diversa dalle altre, una “domenica di carnevale”, in cui far sfilare un corteo di carrozze, per giunta fiorite, trainate da buoi. La Viareggio degli inizi settanta dell’ottocento contava undicimila abitanti e si estendeva su una superficie edificata dal Canale Burlamacca alla via Mazzini, allora detta via di confine. Divenuta città per decreto da mezzo secolo (1820), Viareggio era diventata Comune dell’Italia Unita nel 1870, subendo la perdita traumatica della giurisdizione su Massarosa. L’abitato si diradava su un ampio territorio agricolo appena bonificato, sottratto alle paludi e alla malaria. Al di là di una macchia di giovani pini si stendeva un vasto litorale sabbioso. Via Foscolo (allora via nuova)e i giardini D’Azeglio,che contenevano un ippodromo e si aprivano davanti al Palazzo Paolina, eretto nel 1922, arginavano l’espansione urbanistica verso il litorale. Lungo la panoramica via regia, arteria di transito e di commercio, che sfociava in Piazza Grande, luogo di ritrovo e di mercato, sorgevano i palazzi dell’aristocrazia lucchese.
Sotto ,alcuni esempi  del  Liberty  viareggino

 

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IL CARNEVALE

 

burlamacco.jpg Burlamacco, maschera di  Viareggio

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Dal 1922 si affacciava in Piazza grande il troncone della reggia che Maria Luisa aveva fatto progettare dall’architetto Lorenzo Nottolini. I lavori erano stati bloccati nel 1824 da Carlo Ludovico, che aveva poi donato al comune la reggia incompiuta nel 1827; sette anni dopo questo edificio fu adibito ad uso di Casinò. Sulla Piazza Grande si ergeva anche il Teatro Pacini, costruito dal musicista siciliano Giovanni Pacini, giunto in città con la corte di Maria Luisa. Ed è proprio nell’ambito del Teatro Pacini, del Casinò Comunale, della Piazza Grande e della via Regia che,come detto,nacquero i primi corsi mascherati. Ma già dai tempi del Ducato di Lucca il governo regalava al popolo una giornata trasgressiva, il Martedì Grasso “padroni e servi banchettavano insieme”, e i viareggini erano soliti designare governatore per quel giorno un mattoccio” in chiodara, scroi e ciarlone rosso in vita” soprannominato Puppino per contrapporlo ai pupponi dell’amministrazione locale. La maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio è il Burlamacco; dipinto per la prima volta sul volantino ufficiale nel 1931 da Umberto Bonetti,restò senza nome sino al 1939. L’artista viareggino creò questa maschera prendendo in prestito alcune caratteristiche dalle maschere della commedia dell’arte e creando un “puzzle” tra loro; al suo fianco vi mise una bagnante a simbolizzare la vocazione balneare della città e la chiamò Ondina. La duplice vocazione,portuale-cantieristica e balneare-turistica di Viareggio era appena iniziata. La prima darsena era stata scavata nel 1918,il porto-canale era contrassegnato da un molo su palafitte lungo 190 metri e i primi bagni pubblici,Dori e Nereo,erano stati costruiti nel 1927. Tra il ’60 e il ’70 furono costruiti poi la maggior parte degli stabilimenti balneari.

carnevale1.jpgAll’inizio del secolo la città crebbe moltissimo e il suo splendido lungomare, ricco di negozi, stabilimenti balneari e caffè gli valse il titolo di “Perla del Tirreno”; essendo però costruita per la maggior parte in legno,Viareggio venne quasi totalmente distrutta nel 1917 da un grande incendio . Il 2 maggio del 1920, a seguito dell’uccisione da parte di un carabiniere del tifoso viareggino Augusto Moranti nella partita Viareggio-Lucca, scoppia una grande rivolta che porta all’istituzione della Repubblica di Viareggio; difesa dalle “guardie rosse” la neo-nata repubblica dovette cedere dopo qualche giorno agli attacchi di una nave da guerra mandata per sedare la rivolta. Dire che cosa sia il Carnevale per Viareggio non è certamente una cosa facile; bisognerebbe andare a cercare la risposta nel profondo dell’animo dei viareggini per capire quale sia quel legame indissolubile che unisce da più di 100 anni questa prestigiosa località balneare dall’antichissima tradizione marinara e i suoi abitanti ad una manifestazione tanto maestosa quanto irriverente e dissacratoria.

carnevale2.jpgNel carnevale c’è, e ogni volta si rinnova, la decisa volontà di ridere dei nostri mali allo scopo di esorcizzarli e, magari con molta ironia, di provare a risolverli; qualità quelle dell’ironia, della sagace satira al potere e della burla che gli abitanti di Viareggio hanno ereditato dai primi “vageri” (uomini di mare), che affrontavano il mare quotidianamente con la consapevolezza che ogni volta avrebbe potuto essere l’ultima.
Per chi si avvicina per la prima volta allo spettacolo del carnevale, la meraviglia deve essere totale; non è certo usuale veder sfilare mastodontiche opere d’arte in cartapesta tra luci e colori fantastici in una cornice naturale incastonata tra il blu cobalto del mare e il bianco marmoreo delle Apuane. A carnevale quando il sole si spegne e anche l’ultimo coriandolo insegue nel tramonto una stella filante, la festa mascherata non finisce e i tre colpi di cannone e i fuochi artificiali non sono che una bellissima ed indimenticabile pausa prima che la festa impazzi di nuovo per le vie della città nelle tradizionali feste rionali.

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Il rione è l’espressione più vera e “popolare” del carnevale, visto che si svolge per un mese in ognuno dei quartieri (o rioni) della città e coinvolge tutti i cittadini e i turisti che vogliono avventurarsi, in maschera o meno, tra decine di bancarelle fornite di tutto, guardare le sfilate folcloristiche, ascoltare i gruppi che propongono dal vivo le canzoni del carnevale o semplicemente degustare le prelibatezze culinarie preparate sul posto dalle grandi ed efficienti cucine rionali.
Per il viareggino quindi il carnevale racchiude in sé un po’ la parodia della vita, ed ogni anno si aspetta un anno per poterla rivivere!
(Foto in alto momenti del carnevale a Viareggio).

 

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